Falerio DOC

Denominazione di Origine Controllata

Trebbiano dal 20 al 50%, Passerina dal 10 al 30%, Pecorino dal 10 al 30% e possono concorrere, fino ad un massimo del 20%, altri vitigni a bacca bianca non aromatici.

Si produce nella provincia di Ascoli Piceno nelle zone idonee alla coltura con esclusione dei terreni in fondovalle ed eccessivamente umidi, e quelli ubicati ad una altitudine superiore ai 700 mt sul livello del mare.

Colore giallo paglierino tenue. Quando si anticipa la vendemmia per ottenere vino particolarmente fresco di profumi e vivace acidità si notano sfumature verdi.

Vino lievemente profumato, odore fresco di pomacee verdi e fiori di acacia e pesco.

Il sapore è secco, sapido armonico e leggermente acidulo.

11°-13° (nel secchiello del ghiaccio)

Antipasti, minestre e primi piatti marchigiani. Ottimo anche come aperitivo. Storia:La millenaria storia del Falerio dei Colli Ascolani è già scritta nel nome, tipicamente romano, del vino che deriva dall’antica città di Faleria. Il Falerio dei Colli Ascolani, rimane la testimonianza vivente della fama che fin dai tempi della Roma Imperiale avevano i vini del Picenum. Le colline tra Falerone e Fermo, dove oggi si distendono i vigneti del Falerio, hanno visto il battesimo delle armi del famoso filosofo e oratore romano Cicerone che, a soli 18 anni, partecipò nelle armate di Pompeo Strabone alla battaglia persa dai romani contro l’esercito Piceno. Negli archivi del comune di Fermo si sono trovati cenni al vino di Faleria risalenti al XIII secolo.

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