Pontelungo

Rosso Conero

Denominazione di Origine Controllata

Montepulciano, che qui trova il suo habitat ideale, in misura non inferiore all’85% con l’aggiunta per un massimo del 15% di Sangiovese.

Comprende la regione del monte Conero e più precisamente i comuni di Ancona, Offagna, Camerano, Sirolo, Numana, parte di Castelfidardo e Osimo: sono tutti situati nella Provincia di Ancona e si possono visitare percorrendo la nota strada del Rosso Conero.

Il colore è rubino intenso dalle sfumature violacee in età giovane e passa a toni più maturi, granati ed aranciati con il passare dell’affinamento, che può protrarsi anche oltre 5 anni.

Odore gradevole e vinoso nel primo periodo. In maturità si attenua, lasciando emergere odori fruttati e floreali.

Persistenza aromatica e grande fruttato al palato sono le principali caratteristiche del vino Rosso Conero. La pungente tannicità che si avverte se consumato entro il primo anno si sposta ad una piacevole morbidezza con il passare del tempo. Strutturato e corposo, il Rosso Conero si fa notare per la sua iniziale vinosità che volge alla frutta, quasi confettura, con il trascorrere degli anni. Secco, asciutto e complesso, ha una grande sensazione pseudo-calorica dovuta alla bassa resa per ettaro delle uve, alla conformazione del terreno unita e all'esclusivo microclima presente nel promontorio del Conero.

Ad un anno dalla vendemmia il rosso conero, fruttato, sapido, tendenzialmente tannico, si abbina piacevolmente a cibi succulenti, grassi aromatici, anche a tendenza dolce. Più maturo e morbido si accosta bene a primi piatti di pasta ripiena (tortellini, agnolotti, ravioli) e primi conditi con salse rosse, anche di carne. È consuetudine nella città Dorica abbinare il Rosso conero con lo stoccafisso all'anconetana, a condizione che il vino sia profumato, appena maturo, per contrastare la salsa ricca di profumi aromi.
Storia:La DOC è stata riconosciuta nel 1967 e successivamente modificata nel 2004 con l' immissione della DOCG Conero. Nasce da uve coltivate esclusivamente sulle dorsali del monte Conero, che si affaccia direttamente sul mare Adriatico. Il Rosso Conero è il vino nella Regione Marche di cui troviamo più cenni storici. La leggenda più antica ci racconta che il monte Conero sia l'ultimo scoglio emerso rimasto dell’antica Adria, una specie di Atlantide ora sprofondata. Troviamo traccia di questo vino già all'epoca dei monasteri Benedettini: sui documenti ritrovati i monaci parlano esplicitamente di cure fatte con del “nettare ricavato da un particolare sistema in cui venivano utilizzatele uve coltivate sul monte Conero”. Andrea Bacci, medico di Papa Sisto V, in un libro del 1596 fa un gran parlare dei vini del Conero. Riferimenti poetici più recenti li troviamo dal recanatese Giacomo Leopardi, che in alcuni suoi scritti meno conosciuti par la del vino e dell’ubriachezza e fa riferimento ai vini prodotti sulle pendici del monte Conero.

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